Genesi di “Una storia ritrovata”

Il nostro destino viene formato dai nostri pensieri e dalle nostre azioni. Non possiamo cambiare il vento ma possiamo orientare le vele.

Anthony Robbins

Ho iniziato a pensare seriamente a scrivere la storia mia e della mia famiglia quando, tornata a Roma dopo tredici anni di assenza, mi sono resa conto che i miei amici d’infanzia avevano preso strade diverse dalla mia e che, essendoci persi di vista da tanti anni ormai, proprio quegli anni in cui si consolidano le amicizie, mi ritrovavo improvvisamente sola e con la mia famiglia lontana.

Il mio grande compagno di questo periodo un po’ difficile per me è stato Marcel Proust che con la sua Recherche mi ha coinvolta a tal punto che ho pensato che sarebbe piaciuto anche a me poter scrivere come lui delle vicende della mia famiglia. Con questa affermazione non voglio assolutamente paragonarmi a lui, inarrivabile, ma leggendo le sue pagine ho pensato che ognuno di noi ha una storia da raccontare ma, non sempre, si riesce a scriverla come lui ha fatto. Ed io non sapevo da che parte iniziare.

Diceva Proust

Il libro essenziale, il libro vero, un grande scrittore non ha da inventarlo, in quanto esiste già in ognuno di noi, ma da tradurlo. Il dovere e il compito di uno scrittore sono quelli di un traduttore.”

tradurre la storia della mia famiglia … ma da dove iniziare?

Dalla storia di mio padre? che è stata straordinaria e, in un certo senso, anche la mia infanzia per i trasferimenti all’estero. Ma l’impresa mi sembrava ardua ed ho accantonato il progetto senza neanche provare a scrivere qualcosa … fino all’estate del 2009 quando, inaspettatamente, mi sono piovute quasi dal cielo 150 pagine in cui mio nonno paterno aveva scritto, nel lontano 1955, le sue memorie. E’ stato un segno del destino, è come se mio nonno, con quelle pagine fattemi pervenire tramite mia cugina, mi volesse spingere a realizzare il mio progetto.

Non sapevo nulla della storia di mio nonno, morto quando avevo appena 4 anni, e quelle pagine mi hanno illuminata. Ci ho lavorato su come una sarta che deve rimettere a nuovo un vestito scucendo, tagliando ed aggiungendo stoffa nuova per rinnovare l’abito. Ho fatto delle ricerche, sono andata a Cagliari, città natale del nonno, per vedere con i miei occhi i luoghi della sua infanzia, sono andata al suo liceo, ho visto la strada in cui abitava ed ho trasformato le sue memorie in un romanzo storico che sono riuscita anche a pubblicare col titolo “Una storia ritrovata” edito da “Le Chateau” di Aosta.

Questo libro costituisce il primo volume del mio progetto a cui ho dato il nome “Radici”.

Per gli approfondimenti rimando alla sezione dedicata in cui ho raccolto le recensioni, le foto che mi sarebbe piaciuto inserire nel libro ma che, per motivi di budget, non sono state pubblicate e tutti gli eventi che sono riuscita ad organizzare per pubblicizzare il libro.

Per ulteriori approfondimenti rimando alla pagina Facebook “Una storia ritrovata” https://www.facebook.com/unastoriaritrovata

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