Recensioni

Per chi ha voglia e la pazienza di leggere tutte le dimostrazioni d’affetto che ho ricevuto dalle persone che hanno letto il libro, di seguito le ho riportate integralmente.
Come prima cosa, quella di mia suocera che mi ha veramente commossa:

cara Daniela,

ho finito di leggere in questo momento il tuo libro e ti scrivo dietro l’emozione che ha suscitato in me e che mi ha anche inumidito gli occhi. L’idea di pubblicarlo è stata eccellente anche e soprattutto per farlo conoscere ai tuoi figli, come esempio di una vita tribolata, ma vissuta con serenità, onestà e determinazione, raccogliendone anche i frutti. Parlane spesso con i tuoi figli, sarà sicuramente per loro un esempio da seguire, te ne son grata anche io per avermelo omaggiato, il quale ha avuto la potenza di non farmi aprire il televisore per tre giorni.
Grazie
La mamma di Giuseppe (non la suocera) – 5 Novembre 2013

Il fatto di aver preferito il mio libro al televisore per me è stato un grande successo.
A seguire c’è quella della Preside del liceo dei miei figli:

Gentile Signora,

ho terminato la lettura del libro.

E’ un gioiello che Lei è riuscita a donare a tutti coloro che desiderano accostarsi per rallegrarsi della sua bellezza.

Leggendo ho incontrato e conosciuto, almeno un poco, una Persona di straordinaria versatilità, dalla capacità mirabile di ricominciare, di reinventarsi la vita, di non lasciarsi vincere ed abbattere dalle avversità. In questo nostro tempo basterebbe già questo per interessare i giovani e gli adulti.
Ha preceduto di un secolo la riconversione del lavoro, stupendo noi che guardiamo il ‘900 come il periodo della stabilità occupazionale!

Ho incontrato una Persona ricca di valori per difendere i quali, per essere fedele e coerente, soffre e rinuncia a compromessi che avrebbero offerto stabilità economica e prestigio, ma avrebbero innescato conflitto di coscienza.

Ho incontrato una Persona capace di accogliere il cambiamento, gli eventi epocali che si sono succeduti nella prima metà del ‘900; di entusiasmarsi per la ricerca, per lo sviluppo scientifico e tecnologico; capace di guardare avanti, di intuire le tendenze economico–politico–sociali.

Ho incontrato una Persona che ha percorso l’Italia e di ogni regione e città è riuscita a cogliere lo specifico e a collaborare per il miglioramento.

Una Persona che nella fede cristiana ha trovato radici solide ed alimento efficace per affrontare le difficoltà del quotidiano, riuscendo a superare ingiustizie clamorose; caduta di prospettive, di speranze, di fiducia nelle persone, di promesse non mantenute, senza diventare pessimista, amara, cinica.

Una Persona che tocca il cuore per la sensibilità e tenerezza degli affetti familiari soprattutto verso i genitori e i figli.

Ho incontrato, inoltre, una Scrittrice che si è misurata, coraggiosamente, con un testo complesso per gli anni che percorre ed è riuscita a renderlo scorrevole, attraente, ricco di suspance, di desiderio di conoscere altro. E’ riuscita ad alzare il velo su multiformi realtà, ad accennarne la complessità, ad incuriosire per stimolare la ricerca e l’approfondimento.

Grazie! Penso che se ciascuno di noi coltivasse il desiderio di trasmettere la memoria ai figli e ai nipoti, riuscirebbe a vivere in pienezza consapevole e serena i suoi giorni!

Un abbraccio affettuoso ricco di stima e di riconoscenza

sr Paola – Preside Istituto S. Giuseppe del Caburlotto

Anche questa recensione è lusinghiera per me e mi ha dato lo stimolo per continuare a seguire il mio sogno.

E poi una recensione di un mio collega di lavoro che, fino a pochi giorni prima, quasi non conoscevo e che, attraverso il mio libro, abbiamo scoperto di avere degli interessi in comune.

11 gennaio 2014

Mi sono avvicinato al libro “Una storia ritrovata”, scritto da Daniela Metteo, per due motivi: il primo perché Daniela è una cara collega di lavoro; il secondo perché è al suo esordio letterario, e gli esordienti meritano sempre attenzione e incoraggiamento.
“Una storia ritrovata” non è soltanto il percorso della vita del suo adorato e compianto nonno Felice, raccontato attraverso il suo diario personale, ma è anche la storia di una grande famiglia sullo sfondo di una regione come la Sardegna in cui si celebrano importanti ricordi. 
Il libro contiene aspetti di vita intensi, meravigliosi ma anche drammatici. E’ la testimonianza di una generazione che ha un grande senso di appartenenza alla terra natia e un profondo rispetto dei valori cristiani.
Naturalmente si erge sopra ogni cosa la figura di Felice Metteo, un uomo leale e di grandi virtù, un uomo d’altri tempi. Colui che ha racchiuso la sua radiosa vita fra le righe di un diario che sembrava perduto.
 Occorre ringraziare Gianni, figlio di Felice, che ha custodito amorevolmente il diario paterno, ma, soprattutto, occorre essere grati alla nipote Daniela che è riuscita magnificamente nella sua opera certosina di ricostruzione e di sapiente divulgazione di fatti di vita quotidiana, di impressioni, di speranze, accuratamente descritti dal nonno.
“Una storia ritrovata” è un ibrido fra biografia, saggio e romanzo. Contiene tutti gli aspetti dei tre argomenti letterari sconfinando in modo fluido e frequente ora nell’uno e ora nell’altro, suscitando nel lettore tutto l’interesse che merita.
 Le vicissitudini raccontate nel libro descrivono anche fatti che riguardano fondamentali periodi della storia d’Italia: dal Regno di Sardegna alla fine della Monarchia, fino all’avvento della Repubblica; dal terremoto di Messina all’epidemia dell’influenza Spagnola; dalla Cassa del Mezzogiorno all’Acquedotto Pugliese. Storia e cronaca legate indissolubilmente fra loro e che hanno contrassegnato l’esistenza dei nostri nonni, delle nostre radici e del nostro futuro.
Ogni pagina esprime e imprime entusiasmo, calore, poesia, e anche malinconia per alcuni tragici avvenimenti, d’altronde la vita è fatta così.
 Aspettando un suo nuovo libro, mi congratulo con Daniela Metteo per il lodevole e significativo lavoro svolto con la sua prima opera letteraria!

Marco

… il pensiero di un amico a cui è piaciuto molto il libro e che non smette di “consultare” di tanto in tanto:

19 febbraio 2014

Mi piacerebbe che i giovani leggessero il libro e avere l’idea che già ai tempi di tuo nonno, ci si doveva rimboccare le maniche. Rileggo spesso l’ultimo capitolo “L’Eredità”, mi commuove.

Domenico Di Chiaro

… un altro apprezzamento …

23 Febbraio 2014

Non è un libro a tinte forti, “La storia ritrovata”, è un libro in cui la voce del protagonista ci fa viaggiare per l’Italia degli ultimi due secoli con il racconto della sua realtà di bambino, adolescente e uomo. E questa realtà è costruita sulla base del diario del nonno dell’autrice, recentemente ritrovato, su approfondimenti storici e documentali e sull’importanza che ella attribuisce alla Storia. Un vero amore per la Storia, come succedersi di eventi e come teatro di vita. Il nonno protagonista è una persona segnata da un’assenza precoce e nella consapevolezza di una forte mancanza, riempie il suo vuoto affrontando crescenti difficoltà con grande umiltà e concretezza. E’ un uomo curioso, intelligente, instancabile. Ha l’ostinazione del sopravissuto ed è disposto a tutto per poter continuare a vivere, senza chiedere mai troppo. Vive in Sardegna e poi si trasferisce a Torino e ci mostra le differenti realtà sociali nei primi del Novecento, con le difficoltà economiche che adesso non ci paiono così lontane. E poi ancora a Bari, la città della Fiera del Levante inaugurata con l’orgoglio e la fiducia nel progresso, nel lavoro. Il lavoro come servizio, il lavoro utile agli altri. I valori forti dell’essere uomo. Ce lo fa amare quest’uomo, questo libro, e ci fa amare la Storia, nel suo ruolo importante di stimolarci a riflettere su noi stessi. Ottimo per i ragazzi.

Gabriella Ciampolillo

E poi le recensioni di parenti che non pensavo di avere e che non vedevo da anni ma che, attraverso questo libro ho conosciuto, rivisto e consolidato dei rapporti. Insomma  “Una storia ritrovata” mi ha permesso di “ritrovare una famiglia”.

Daniela,

Sono Pietro Metteo, il papà di Alessandra che hai avuto modo di contattare su Facebook.

Ad Alessandra avevi segnalato la pubblicazione del tuo libro “Una storia ritrovata”. Sono entrato in possesso del libro e in due giorni l’ho “trangugiato”.

La presente è per ringraziarti. Mi hai svelato un passato sconosciuto; pensa che tutta la mia conoscenza si limitava al fatto che mio nonno Aurelio aveva un solo fratello: Felice, che viveva a Bari sposato con dei figli, e buio completo su tutto il resto. Posso azzardare un’ipotesi che ora mi sono fatto per giustificare l’ignoranza nella quale mi trovavo: probabilmente tutto è rimasto nella mente di Aurelio che è morto quando i suoi figli avevano 2 e 4 anni.

Sono ovviamente rimasto mortificato del comportamento di mio nonno Aurelio e chissà quanto ha sofferto di ciò tuo nonno e gli altri fratelli, che per me sono usciti dal berretto di un mago!

Puoi, comunque, immaginare quanto è stato interessante per me il diario del tuo caro nonno!

Grazie ancora.

4 Marzo 2014

Cara Daniela,
ho letto il bellissimo libro che tuo nonno, con il suo diario, ti ha permesso di scrivere.
Un libro, il tuo, che non lascia indifferenti, ma ti posso assicurare che a me ha toccato anche il cuore perché vivo dentro di me delle emozioni che mi danno un nodo in gola e dicendoti ciò penso che tu capisca bene il perché.
Tuo nonno Felice, nelle sue narrazioni, non trascura di trasmetterci ottimismo per la vita nonostante le disgraziate traversie che personalmente ha dovuto affrontare. Una vita chiaramente non facile la sua, una vita che però lui ha saputo gestire ammirevolmente e lo dimostra il fatto stesso che abbia avuto il coraggio di impostarne pure un diario.
Io penso che si possa stare ore intere a parlare bene di lui ma non voglio trascurare di dirti che tu con l’avere scritto quel libro ti sei dimostrata degna nipote di onorevole nonno.
Brava Daniela!

Aurelio Metteo

Sarebbe molto bello se gran parte dei sardi e cagliaritani ritrovassero parte del loro passato nella lettura di questo appassionante libro…storia che si fa’ leggere d’un fiato per merito della scrittrice e che racconta sapientemente uno spaccato di Cagliari e dintorni attraverso le vicissitudini dei suoi protagonisti. Un bel libro che raccomando di leggere a tutti i miei contatti esprimendo il desiderio di un ulteriore ampliamento divulgativo…vi assicuro che ne vale la pena…buona lettura, ciao Elio

4 Marzo 2014

Ciao Daniela,
ho visto la tua intervista … proprio mentre sto leggendo le ultime pagine del tuo libro! E già da quando l’avevo iniziato, mi era venuta una gran voglia di scriverti per ringraziarti di averlo scritto! E’ veramente interessante, dal punto di vista culturale, molto attuale come dici tu nell’intervista; ma per noi che siamo della famiglia è davvero prezioso, mi ha consentito di capire qualcosa in più sulle nostre radici, di mettere qualche tessera al suo posto.
La differenza di età e le minori frequentazioni ci hanno effettivamente allontanato, ma le memorie del nonno sono un patrimonio che comunque ci unisce e sono contenta di averle scoperte grazie a te ed essermene resa conto.
Complimenti ancora per il tuo bellissimo libro, un abbraccio.

Tua cugina Silvia

Fin qui le recensioni di parenti e persone che conosco, più che positive. Ma saranno di parte?

Dal canto mio all’inizio, appena ho ricevuto le mie copie, spinta dall’entusiasmo di vedere concretizzato il mio sogno, nel mio piccolo mi sono data da fare facendo omaggio dell’opera a persone che mi potessero aiutare a diffondere il libro. Il risultato è stato sorprendente. Ho ricevuto delle recensioni spontanee lusinghiere che mi hanno fatto ben sperare per il futuro. Ho trovato su internet un sito che si chiama “The Italian Book Club” che ha lo scopo di promuovere nuovi autori. Previa iscrizione al Club, ho avuto l’opportunità di ottenere una video intervista ed un trailer del libro entrambi visibili su YOUTUBE ed una recensione del libro visibile sul sito del Book Club, di seguito riporto il testo.

Un manoscritto trovato per caso; è il diario del nonno. Un memoriale ricco di episodi attraverso i quali si ricostruisce la storia del Paese dall’unità appena nata, fino al boom economico degli anni ’60. Negli appunti di Felice Metteo troviamo le due guerre mondiali,il terremoto di Messina, la cosiddetta “spagnola”, ovvero l’influenza che provocò milioni di vittime. Oltre alle grandi tragedie, che hanno caratterizzato quel periodo storico, Felice Metteo propone delle riflessioni su temi che ritroveremo a distanza di molti anni: la lungimiranza della Germania sulla formazione, il problema della meritocrazia e della sicurezza sul lavoro. L’Italia narrata da Daniela Metteo, attraverso la testimonianza di suo nonno Felice, è un insieme di realtà culturali molto distanti tra loro, un agglomerato di regioni dove è persino pericoloso spostarsi da una città all’altra. Eppure, nonostante le differenze e le difficoltà, il Paese riuscirà a raggiungere quello sviluppo sociale, industriale e politico, degli altri stati europei. Un bel messaggio per le nuove generazioni.

Non mi sono fermata qui e, nel mese di agosto, ho dato la mia adesione ad un altro club del libro che ha lo scopo di promuovere nuovi scrittori (con un costo minimo annuo) che, con l’aggiunta di un piccolo contributo e l’invio di una copia del libro, mi ha pubblicato una recensione ed una intervista sul sito “recensionilibri” che sono uscite a fine settembre 2014. Di seguito il testo.

Un ritrovamento è sempre qualcosa di sensazionale

che si tratti della storia di un amico, come nel caso del famoso romanzo “L’amico ritrovato” di Fred Uhlman da cui è parafrasato il titolo del libro, o del diario di un nonno”

Così Daniela Metteo presenta il suo lavoro Una storia ritrovata. edito per Le Chateau Edizioni di Aosta, dove l’autrice, partendo dal ritrovo di un diario del nonno, ricostruisce la vita di Felice Metteo attraversando un’epoca importante della storia del nostro Paese.

Un libro che è certo una testimonianza biografica, ma che rappresenta nel contempo anche una grande riflessione sulla storia dell’Italia che è anche la storia di Felice Metteo. Leggendo il libro si viene favorevolmente colpiti dall’intreccio fra le vicende umane e personali del protagonista con quelle più generali di un’epoca ricca di contraddizioni, di grande attese e di grandi delusioni. La vita di Metteo attraversa pertanto situazioni e accadimenti che abbiamo studiato nei libri di scuola e che ci hanno fatto conoscere un’epoca per noi “periodizzante”.

In questo particolare contesto si percepisce anche l’intenzione dell’autrice di scoprire le proprie radici e, forse, di conoscere alcune specifiche situazioni familiari. La vita di Felice Metteo si incrocia con le grandi questioni otto-novecentesche dell’Italia, e le stesse vengono raccontate in modo originale e soprattutto emotivo da chi ha vissuto in prima persona queste vicende.

L’emigrazione, la scuola, il lavoro, le due guerre mondiali, la famiglia, la politica, le ideologie, le epidemie, la Cassa del Mezzogiorno, la nascita della Repubblica… sono solo alcuni degli argomenti “attraversati” dalla vita del protagonista. “Argomenti” che in qualche modo nella narrazione del libro diventano “Avvenimenti” proprio a causa del contesto storico in cui si sviluppano, e che pertanto acquistano una valenza del tutto diversa ai nostri occhi.

La critica

Ecco, direi che Una storia ritrovata è, appunto, un bel libro di storia che ci permette di conoscere con angolazioni diverse alcune vicende del secolo passato. Devo altresì dire che non sempre il libro riesce a mantenere costante il coinvolgimento del lettore sulle vicissitudini di Felice Metteo, ma raccontare un “diario”, si sa, non è mai semplice.

Va comunque detto che Daniela Metteo lo fa con grande attenzione, con una scrittura molto scorrevole e leggibile, con una narrazione ordinata e talvolta partecipata anche sentimentalmente, aspetto che a mio avviso arricchisce ancor più il volume. Sono proprio le microstorie più interiori –penso ad esempio a quelle relative alla scuola e all’apprendimento personale di Felice o quelle relative alla famiglia– che, in considerazione del periodo storico di contorno, regalano al volume una sua specificità che lo rendono sicuramente originale nell’attuale produzione letteraria.

Giannandrea Mencini http://www.recensionilibri.org/2014/09/storia-ritrovata-incontro-lautrice-daniela-metteo.html

Anche l’ufficio relazioni esterne dell’Acquedotto Pugliese, a seguito di una mia nota di presentazione del libro, ha mostrato interesse per l’argomento trattato e dopo 15 giorni, sono stata contattata da loro perché volevano inserire nel periodico dell’Acquedotto Pugliese “La voce dell’Acqua”, che esce con cadenza trimestrale, una recensione del libro con copertina. Tale recensione è uscita nel numero relativo al 2° trimestre 2014 nella rubrica “gocce di cultura”.

Purtroppo il libro non ha avuto la diffusione sperata perché, a detta dell’editore (di Aosta) “non si sono concretizzate presentazioni ad Aosta perché non è stato trovato “terreno fertile” per proporre il libro”. Ma un terreno, anche il più arido come il deserto, è tale solo perché manca l’acqua, non perché il suolo ha una composizione inadatta a sostenere le coltivazioni. Se piovesse, la vegetazione potrebbe attecchire anche nei deserti sabbiosi. Cosa ha fatto l’editore per “irrigarlo” questo terreno? Come pensava di interessare il pubblico al libro? Che tipo di pubblicità ha fatto? Credo nessuna, eppure non occorreva neanche andare troppo distante dai suoi confini geografici considerando che la mia bis-nonna era nata a Castiglione D’Ossola e il mio bis-nonno ad Ivrea. Un ufficio stampa che si rispetti avrebbe non solo trovato il modo di incuriosire i lettori ma avrebbe anche trovato delle sponsorizzazioni, basti pensare al Comune di Cagliari che poteva essere interessato per le citazioni ai luoghi d’infanzia di mio nonno che sono: il santuario della Madonna di Bonaria, lo stesso cimitero di Bonaria che è un vero e proprio museo a cielo aperto, e poi il Liceo Dettori che conserva un archivio storico di notevole importanza per i personaggi illustri che l’hanno frequentato, basti pensare a Gramsci. A Bari poi ci sarebbero l’Acquedotto Pugliese e la Fiera del Levante alle quali ho fatto pubblicità nel libro.

Quindi il libro è rimasto “invisibile” ai più per assoluta mancanza di divulgazione da parte dell’editore, tuttavia, questa mia esperienza non la considero negativa, anzi, è stata la più bella esperienza della mia vita perché ho ricevuto molte manifestazioni di stima ma, soprattutto, mi ha permesso di ricostruire le mie radici e di conoscere una parte della famiglia, di cui non conoscevo l’esistenza, che mi hanno dato lo stimolo per continuare a credere nel mio progetto.

Me ne rimangono alcune copie, pertanto se qualcuno fosse interessato all’acquisto mi può contattare via e-mail daniela.metteo@gmail.com

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