L’amica geniale – Elena Ferrante

E così, spinta dall’onda del successo dell’Amica geniale di Elena Ferrante che ha incantato milioni di lettori mi sono convinta ad intraprendere anch’io questa lettura perché per parlare di un libro, per lodarlo o criticarlo bisogna averlo letto.

Ne sono stata rapita anch’io.

E’ una quadrilogia che narra la storia dell’amicizia di Lila e Lenù seguendole attraverso l’infanzia, l’adolescenza, la giovinezza, e la maturità.

Nel primo libro intitolato “L’Amica geniale” la storia di Raffaella Cerullo detta Lina o Lila ed Elena Greco detta Lenù parte dall’infanzia per arrivare al periodo dell’adolescenza.

Siamo a Napoli nel secondo dopoguerra e le due bambine si incontrano sui banchi di una scuola elementare di un rione periferico dominato dall’ignoranza, dalla povertà, dalla violenza. Loro stesse provengono da due famiglie povere: il padre di Lila fa lo “scarparo” e il padre di Lenù è un usciere comunale. Entrambe le mamme sono casalinghe frustrate dalla condizione di povertà senza speranza di riscatto. Sullo sfondo una moltitudine di personaggi che cercano di emergere da quel degrado.

Le due bambine sono molto diverse sia fisicamente che caratterialmente. Lenù, bionda, è la più tranquilla, pacata e razionale mentre Lila, bruna, è la più inquieta, ribelle e che coltiva un sottofondo di cattiveria da riversare sugli altri.

Mai uscite dai confini del loro “rione”, dotate di un’intelligenza al di sopra della norma, condividono l’obiettivo di affrancarsi dall’ambiente misero in cui vivono e, siccome l’origine di tutto il degrado risiede nell’ignoranza, che sfocia nella violenza, decidono di affidarsi allo studio, ai libri, alla scrittura, in altre parole alla cultura che è l’unica arma a loro disposizione per sottrarsi alla povertà, all’emarginazione.

Venute in possesso di una piccola somma di denaro la “investono” nell’acquisto di un libro: “Piccole donne” che iniziano a leggere insieme assaporando il piacere della lettura, cosa insolita in un quartiere in cui sono tutti alla ricerca disperata di soddisfare i bisogni più elementari della vita. Non c’è tempo per lo studio, tantomeno per la lettura. Ma Lenù e Lila leggono di nascosto e da questa lettura nascerà poi il desiderio di scrivere un libro, di diventare scrittrici che nei loro pensieri è l’unico modo per liberarsi dal degrado sociale dell’ambiente in cui vivono perché scrivere un libro significa diventare ricche e il denaro consente di continuare a studiare.

Tra le due sarà Lila a compiere il primo passo in questa direzione scrivendo di suo pugno un racconto: “La fata blu”. Ma le loro aspettative si scontrano ben presto con la dura realtà. Finite le scuole elementari, consapevole del talento delle due alunne, la maestra sollecita i genitori di entrambe a far loro proseguire gli studi ma ottiene un rifiuto da parte di entrambe le famiglie che non possono permettersi il lusso di farle studiare. Affrancarsi dalla condizione sociale in cui sono nate e vissute diventa così un’impresa quasi impossibile. Più facile è soccombere al rione, arrangiarsi con ciò che il destino ha dato.

Lenù combatte strenuamente contro i genitori riuscendo ad ottenere l’iscrizione alla scuola media mentre Lila soccombe alla volontà dei genitori andando a lavorare alla bottega del padre dove, dando sfogo alla sua genialità, inventerà un nuovo modello di scarpa. Ma l’insoddisfazione, la rabbia, di non poter realizzare il suo sogno di riscatto la faranno sentire un animale in gabbia, un’aquila a cui siano state tarpate le ali e sfocerà ben presto in una ribellione che le farà riversare tutta la sua cattiveria sugli altri. Ed è sempre la sua insoddisfazione che le fa compiere un passo azzardato: sposarsi appena sedicenne con il ricco salumiere del rione che le può garantire il denaro necessario al suo riscatto.

Non si può negare che sia un bel libro, ben scritto e che cattura l’attenzione fin dalle prime pagine e poi ti mette una grande curiosità di andare avanti per sapere cosa succederà dopo. La storia fa riflettere su come, ai bivi importanti della vita, le scelte che abbiamo fatto abbiano influenzato la nostra vita e come sarebbe stata se avessimo fatto altre scelte.

Libro consigliato

 

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