LA FAMIGLIA KARNOWSKI – Israel Joshua Singer

La storia è un bellissimo affresco della società ebraica che si dipana su tre generazioni dal 1860 al 1940.

Il capostipite David Karnowski, dedito quasi esclusivamente allo studio dei testi sacri, decide di abbandonare la Polonia, paese d’origine, insieme con la moglie Lea, dopo aver cozzato contro l’ostilità compatta della comunità hassidica di Melnitz, arroccata su posizioni più ortodosse rispetto alla sua visione più “illuminista” delle scritture. Ai suoi occhi la Polonia è diventata emblema dell’oscurantismo. Vuole emanciparsi, in qualche modo le sue radici non gli appartengono più. Giunto a Berlino, intraprende con successo l’attività di commerciante di legname. Fiero della ricchezza e della rispettabilità ottenuta, prende le distanze dagli abitanti del ghetto ebraico e frequenta le persone più abbienti e acculturate esprimendosi in un tedesco impeccabile, ispirato dal principio secondo il quale bisogna “essere ebrei in casa e uomini in strada”.

Il figlio Georg, nato in Germania e quindi cittadino tedesco, innesca un conflitto generazionale con il padre, legato indissolubilmente alle sue radici. Si dimostrerà, sin da subito, reticente ad abbracciare i precetti religiosi che il padre e il maestro della sinagoga tenteranno di insegnargli. Dopo aver conseguito a fatica la laurea in medicina, al rientro dalla guerra diviene primario di una prestigiosissima clinica ginecologica e sposa Teresa, un’umile infermiera tedesca di religione cristiana. Una condizione che vede imboccare alla propria famiglia la via di una compiuta integrazione e giungere in breve tempo ai più alti vertici della scala sociale. 

Il percorso di integrazione imboccherà però la fatale parabola discendente con il figlio di Georg e Teresa, Jegor, la figura più tormentata e forse più interessante dell’intero romanzo. 

Tutto si complica con l’avvento sulla scena politica del movimento nazista e del diffuso clima antisemita… Jegor è figlio del suo tempo, ammaliato dalle adunate dei nazisti tanto da preferire il cognome della madre “ariana” piuttosto che passare per ebreo ma resta intrappolato dal suo stesso aspetto fisico alla sua condizione che ne rivela la realtà: i capelli e la carnagione scura, il naso prominente ne rivelano inequivocabilmente le origini e lo espongono al dileggio e all’umiliazione del preside della scuola davanti a centinaia di studenti e ufficiali nazisti. Questa esperienza psicologicamente violenta segnerà il resto della sua vita in Germania e sfocerà in un cortocircuito di odio senza senso nei confronti del suo essere ebreo, nei confronti del padre Georg e della sua etnia alla quale lui stesso non può sfuggire. Lui, cittadino tedesco a tutti gli effetti, di madre “ariana” è considerato a tutti gli effetti un ebreo e si rivela un ragazzo debole e sfiduciato che trova la massima espressione nell’odio razziale, dapprima come vittima, e poi come carnefice. 

La situazione non è più sostenibile in Germania e la famiglia decide di emigrare in America, terra della libertà e delle grandi occasioni. E in America diventa protagonista Jegor con la sua difficoltà ad adattarsi a un luogo così profondamente diverso dalla sua amata Germania, al suo difficile inserimento nella nuova terra dove bisogna ricominciare da zero. Lacerato dal disprezzo di sé, Jegor, capovolgendo il razzismo nazista in cui è cresciuto, porterà alle estreme conseguenze la contraddizione che innerva l’intera storia familiare. 

Gran bel romanzo, anche se all’inizio mi sono un po’ persa nella descrizione dei rituali, delle tradizioni  della cultura yiddish, nelle citazioni talmudiche, essendo completamente all’oscuro della tradizione ebraica ma, superate queste prime pagine, la storia è molto scorrevole e Israel Joshua Singer lo fa con la maestria con cui solo i grandi scrittori riescono in pieno a restituire il piacere della lettura.

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2 thoughts on “LA FAMIGLIA KARNOWSKI – Israel Joshua Singer

  • Israel Joshua Singer ( Yisroel Yehoshua Zinger ) ( Bilgoraj, 30 novembre 1893 – New York, 10 febbraio 1944 ) e stato uno scrittore polacco, autore yiddish . Figlio di Pinchas Mendl Zinger, rabbino e autore di commentari rabbinici, e Basheva Zylberman. Fu il fratello dello scrittore, nobel per la letteratura (1978) Isaac Bashevis Singer e della scrittrice Esther Kreitman. Suo figlio Joseph, coadiuvo sovente lo zio Isaac, come uno dei suoi piu stretti collaboratori.

  • Le scelte di ognuno di noi, a volte contestualizzate nel confine stretto di alcune convinzioni del momento o piu profondamente determinate dal temperamento che ci caratterizza e ci forgia, finiscono inevitabilmente per ricadere anche sui nostri figli. Siamo un po’ quello che i nostri padri hanno deciso (inconsciamente) che noi saremmo stati. Quando David Karnowski, il patriarca, decise di lasciare la natia Polonia, troppo stretta per il suo spirito libero, non poteva immaginare dove sarebbe finito di li a breve. La storia che ci racconta Singer, quello meno noto, quello che il Nobel, al contrario del fratello, non lo avrebbe mai visto, e la storia di tre generazioni (nonno – padre – figlio) e di tre Nazioni (Polonia – Germania – USA), ingredienti messi in un unico contenitore e miscelati sapientemente per dare vita a questo riconosciuto capolavoro della letteratura Americana di stampo Ebreo. Sono infatti molteplici gli elementi che accomunano i tre Karnowski, tutti e tre perennemente in fuga da qualcosa e da qualcuno. Se David sceglie la Germania come alternativa alla stantia Polonia, suo figlio Georg a sua volta, dopo l’esplodere della morsa antisemita hitleriana, non ha troppo tempo per decidere e fa quello che molti suoi compagni di sangue fecero in quel tempo, emigrare in America. Lo fa per dare un’alternativa valida a suo figlio Jegor, sempre piu oggetto di scherno da parte dei suoi compagni ariani, sapendo che per se stesso, medico ormai famoso e apprezzato, si trattera di una regressione dalla quale non si sarebbe piu ripreso. E come in gran parte delle fughe, in gran parte delle corse a perdifiato dove non c’e una meta concreta, dove l’incertezza e l’unica guida, arriva il momento dello schianto, un grosso muro, prima offuscato dalla nebbia dell’ignoto si presenta di fronte e ci si finisce contro, inermi, senza avere il tempo di frenare! E chi ne paghera le conseguenze piu nefaste e proprio l’ultimo dei Karnowski, Jegor, troppo fragile per sopportare quei cambiamenti e troppo vessato da quelle ideologie marce, causa dello scempio mondiale che si stava consumando. Lui, che nemmeno si considerava un Karnowski, che preferiva assumere il cognome della madre, lei si che era ariana, piuttosto che passare per ebreo; eppure li dove la volonta e le convinzioni interne possono mentire, le caratteristiche esterne cedono il passo alla cruda verita, i capelli e la carnagione scuri, il naso prominente, quello dei Karnowski e la testardaggine, anch’essa presente in tutti e tre i nostri personaggi, che tanti guai ha loro provocato, ma che allo stesso tempo conferisce loro quell’autenticita che non puo far restare indifferenti. Una storia, forse come tante, ma mai abbastanza banale da “muovere gli animi” e soprattutto il ricordo, unico mezzo per garantire ancora dignita a tutte le povere vittime di quell’assurdo male che fu l’antisemitismo. Opinione inserita da topodibiblioteca 10 Mag, 2015 Top 100 Opinionisti – Guarda tutte le mie opinioni

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